IL DISCOBOLO
Museo Virtuale del Disco
Ernesto Bonino
Ernesto Pietro Bonino nasce a
Torino
, al numero 34 di Via
Po,
il 16 g
ennaio 1922
.
U
ltimo di cinque figli
(tre fratelli e
due sorelle), r
esta
orfano
del padre a soli 8 giorni
dalla
nascita. Sua madre
Teresa Caldini
, che possiede
una
bancarella di frutta al mercato
, fa di tutto per
ottenere l
e
risorse necessarie per mantenere i suoi figli garantendo
lo
ro
un tenore di vita dignitoso. Riesce quindi ad
espande
re
la sua
attività fino a possedere un suo negozio di frutta e verdura.
Ernesto vive
un’infanzia abbastanza fel
ice
e spensierata: a
cinque o sei anni
, nel cortile della sua abitazione,
già gioca
con
il
battipanni
fingendo di suonare la chitarra
canticchiando, attirando
così
l’attenzione
dei passanti increduli. L’avvicinamento alla musica jazz avviene negli anni della
scuola
media
, periodo in cui si reca spesso
a
casa di un amico giornalista
che possiede una vasta
collezione di dischi importati dall’America
. Ernesto
, mentre ascolta i disc
hi, si diverte a
cantarci sopra
arrivando col tempo
a sviluppare un ottimo orecchio e una buona cultura
musica
le. Pone così
le basi di quel suo particolare stile
scat
che lo avrebbe reso celebre
negli anni a venire.
Nel 1940
,
Ernesto
decide di
arruolarsi
come
volontario nell’esercito
.
Con i Battaglioni
G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio), s
i ritrova casualment
e a far parte
della
propagandistica
“Marcia della giovinezza”
che vede un’incredibile folla di giovani soldati
riversarsi per le strade
da Varazze a Vicenza
. Del suo
stesso
plotone
fa parte anche Leo
Chiosso,
ottimo musicista
che qualche anno più tardi fonderà il Quintetto vocale Hot e,
negli anni ’50, comporrà le più celebri canzoni di Fred Buscaglione. Leo Chiosso ed
Ernesto Bonino, assieme ad altri fanti volenterosi, formano
così strada
facendo un
quintetto vocale di cui Ernesto è la voce solista.
Quando il plotone arriva
nel vicentino
, ai giovani viene chiesto
di scegliere se c
ontinuare
la marcia
ed andare a
combattere in Africa o se
tornare a casa
. Per andare a combattere in
Africa però bisogna avere
ventun
o
anni mentre
Ernesto
ne ha solo diciotto
.
Così
,
insieme
al neonato quintetto
,
Ernesto
decide di tornare a Torino
.
Qui i
cinque giovanotti
continuano la carriera canora
,
restando
poco dopo
in quattro e decidendo di chiamarsi
Quartetto Lanza, dal nome di uno dei componenti (Lanza, Bonino, Garzena e Chiosso).
Bonino e Leo Chiosso si destreggiano anche in imitazioni: insieme imitano alla perfezione
i fratelli De Rege mentre Ernesto da solo
ottiene buoni riscontri nell’imitazione di
Caterinetta Lescano e Totò. Una sera nella quale i quattro giovani partecipano
ad uno
spettacolo
in favore delle famiglie dei richiamati
,
allestito
al
teatro Carignano
di Torino
,
IL DISCOBOLO
Museo Virtuale del Disco
vengono ascoltati dal m
aestro Carl
o Prato
, il talent scout dell’EIAR che partecipava spesso
a iniziative del genere in cerca di giovani reclute.
P
r
ato resta folgorato da
Ernesto
e lo
invita
a casa sua
. Qui
il giovane cantante
conosce il
Trio Lescano
–
dato che le tre ragazze
olandesi
sono
dirimpettaie
del maestro Prato
nello
stabile in
cui abita, in
Via Artisti a Torino
–
col quale inciderà qualche anno più tardi
alcuni fra i suoi più grandi successi
. È sempre
Carlo
Prato a
procurare a Ernesto
un’audizione all’
EIAR
con i maestri del comitato
di valutazione, di
cui
è
membro fisso
Tito Petralia
, spesso affiancato da Pippo Barzizza. Bonino per l’occasione intona la
celebre
ninna
-
nanna
di Frati e Wayne
Omettino è tempo di dor
mire
. L’audizione va a buon
fine e l’EIAR
lo
scrittura
per
25 lire al giorno: al tempo in cui 1000 lire al
mese è il
desiderio di ogni italiano, Ernesto
ne
guadagna 750.
Bonino
studia per alcuni mesi con il maestro Prato per prepararsi al debutto
radiofonico
,
ma in questo periodo
non rinuncia a esibirsi ancora
–
sia
con il Quartetto Lanza
che
da
solo
–
in alcune serate come “L’ora della Canzone”
organizzata
da Angelo Nizza e messa
in scena nel Salone della Stampa di Torino il 31 dicembre del 1940.
Proprio in questa
occasione, Ernesto canta per la prima volta in pubblico
come solista.
Il debutto radiofonico avviene pochi giorni
dopo
, il 5 gennaio del 19
41.
Si tratta di
uno
spettacolo Cora
con l
’
orches
tra diretta da Alberto Semprini
nel quale Bonino canta
una
canzone dal titolo
Tango argentino
.
Ernesto entra a far parte della
scuderia di cantanti dell’Orchestra Cetra di
Pippo Barzizza
che, nello stesso periodo, accoglie nel proprio organico anche il Trio Aurora. Fra Bonino
e le Aurora nasce un bel legame di amicizia, tanto che Lidia Martorana
–
voce bassa del
Trio
–
racconta che, dovendo debuttare
in radio
con l
’
orchestra Barzizza
più o meno negl
i
stessi giorni, le Aurora concedono a Bonino di poter fare la sua serata di debutto per primo,
proprio nel giorno in cui era prevista la loro.
Barzizza in seguito sfrutte
rà volentieri l’intesa
che si è
instaurata fra le tre
cantanti
e il giovane
Ernesto
f
acendo duettare gli interpreti in
diverse occasioni.
Racconta ancora la Martorana:
«Facevamo a gara qualche volta per il
pezzo da incidere: arrivava Barzizza che diceva “C’è questo pezzo, chi lo vuole fare?”
[…]
E Barzizza così decideva di far fare
la strofa
a lui e il refrain al trio»
D
ai primi mesi del 1941, Bonino canta più o meno regolarmente ai microfoni dell’EIAR
raggiunge
ndo una popolarità i
ncredibile.
Nel mese di aprile, il Radiocorriere inizia a
pubblicare i suoi primi dischi a 78 giri incisi per la
Cetra. Nello stesso periodo, si esibisce
spesso in spettacoli dedicati ai feriti di guerra, come quello tenutosi il 9 maggio
all’Ospedale Militare di Torino.
Il finire del 1941
lo vede protagonista delle cronache rosa:
all’EIAR Bonino co
nosce Silvana
Fioresi, genovese
classe 1920, interprete di successo
sin dal 1940. Si diffonde la voce di un flirt fra B
onino e la Fioresi che contribuisce
ad
accrescere la popolarità di entrambi
i cantanti
: tra l’altro i due interpreti hanno
inciso
insieme
molte facciat
e, il che si rivela essere
un’ottima strategia di mercato
in quanto
i fan
IL DISCOBOLO
Museo Virtuale del Disco
–
che si sono
appassionati alla
loro storia d’amore
–
comprano
ben volentieri i loro dischi
in duetto.
Nel marzo del 1942 Bonino tiene una sua serata al salone della Stampa, coadiuv
ato da
Liliana Valeri e Agata Vita con l’orchestra diretta da Agostino Frondel. Per l’occasione,
La Stampa celebra con un bel trafiletto uscito l’11 marzo 1942 il giovane interprete,
ricordando ai lettori che è proprio nel Salone del noto quotidiano che il
nuovo divo del
microfono ha debuttato come solista.
La sua popolarità in questo periodo raggiunge
l’apice.
Pensare che un giorno, dopo uno spettacolo al Teatro Margherita di Genova,
Bonino
viene
assalito all’uscita del teatro da una folla di giovani ammiratrici in cerca di
autografi.
Ad un certo punto la situazione
degenera
al punto che le ragazze gli
tirano
i
vestiti
sino quasi a spogliarlo e lui è
costretto a fuggire a gambe levate per via
XX
S
ettembre.
Nel
dicembre
del
1942
Bonino
viene scritturato
dal maestro
Alberto
Semprini
per una
tournée finanziata dalla casa Cora.
Bonino accetta
l’ingaggio
senza battere ciglio anche
grazie alla notevole paga:
1750 lire al giorno
. La tournée
lo costringe ad allontanarsi
per
un po’ dai microfoni
della radio
,
ma
la sua popolarità di allora
gli consente di poterlo fare
senza rischiare di intaccare la sua carriera
. In più
, l’EIAR continua regolarmente a
trasmettere i
suoi dischi
, che continuan
o a
risultare fra i più venduti. Il 22 dicembre, in
piena guerra, Bonino è a Pola con lo spettacolo
Un mondo di armonie
, naturalmente con
l’Orchestra Semprini e i cantanti Giovanni Vallarino, Elvi Vallesi, Lucia Mannucci e Italia
Vaniglio. Bonino è il più fes
teggiato: il trionfo è tale che, per evitare di venire assalito
dalla folla di ammiratori, è costretto a restare rinchiuso in uno stanzino adibito a camerino
per diverse ore. Nel febbraio del 1943 il gruppo si sposta al Carignano di Torino per
proseguire p
oi la tournée per alcuni mesi.
Terminato il suo giro, nel novembre del 1943
Bonino
torna a Torino dove mette in scena, in
sieme a
Marisa Maresca
e Giovanni D’Anzi
,
lo spettacolo
Tutto per… lo sfollato
presentato da Romolo Costa.
Sempre di Costa è un
altro s
pettacolo,
Canzonette, che passione!
che lo vede in scena nella stagione teatrale
1943
-
1944.
Nel periodo
1941
-
1943
, Bonino
incide
dischi
con le orchestre di Pippo Barzizza, Carlo
Zeme e Angelini.
Dopo un periodo di pausa, torna
ad
incidere nel
1944
registra
ndo
qualche pezzo ancora con
Zeme
, fra cui l’indimenticabile
Il Giovanotto matto
di Luttazzi
e
Bambola
dell’amico Calzia.
Nel luglio del 1944 è al Teatro del Popolo di Torino nella rivista
Cosa succede a… Porta
Palazzo
nella quale canta alcuni duetti con Si
lvana Fioresi. Della stagione 1944
-
1945 è
invece
Quando la città canta
di Marcello Marchesi con l’orchestra Kramer.
La stagione
1945
-
1946 lo vede invece in scena con
la rivista
-
operetta
Il conte dei sospiri
di Dino
Gelich, con Erika Sandri e Giorgio De Rege.
Nel 1946 torna a
cantare dalla RAI di Torino
e ad incidere per la Cetra con l’orchestra di
Beppe Mojetta,
tr
ombonista dell’orchestra Cetra che
aveva messo su una sua orchestra per
IL DISCOBOLO
Museo Virtuale del Disco
la quale Bonino
incide molti
dischi fino alla fine del 1947.
Nella stagione 1946
-
1947
partecipa ad alcuni spettacoli con la Compagnia Macario al fianco di Isa Barzizza e Lia
Cortese.
Il 5 gennaio del 1947, Ernesto canta per il veglione dell’Epifania presso il Salone della
Stampa di Torino. Il trafiletto pubblicitar
io u
scito su La Stampa il primo di g
ennaio,
segnala che il cantante è «in procinto di partire per l’America».
Difatti, qualche tempo
dopo,
Bonino lascia l’Italia.
Accetta
un contratto
–
inizialmente cinematografico
–
in Perù
.
Scritturato dalla radi
o peruviana, fino al finire del 1947 si stabilisce a Lima.
Di lì si sposta
in tutto il Su
d e il centro America. D
opo aver cantato in Colombia,
Ecuador,
C
ile e
Venezuela
, n
el
novembre del
1948
è in Argentina con Aldo Fabrizi.
Nel 1949 si sposta
in
Uruguay
per poi stabilirsi
per qualche tempo in Brasile
, lavorando
negli stati di
San Paulo,
Rio de Janeiro, Pernambuco, Ceara e Paranà.
Fra il dicembre del 1949 e la seconda metà
del 1950
è in Italia dove,
oltre a partecipare a piccole iniziative
come il Festival del Fante
nella Taverna Trocadero di Torino il
16 marzo
, tiene per alcune sere un suo «spettacolo
internazionale» al teatro Alfieri di Tor
ino a partire dall’8 aprile. A m
aggio incide anche
alcuni dischi per la Cetra con Mario Migliardi nei quali sfoggia una voce più calda e uno
stile da crooner pienam
ente sviluppato.
Riparte subito dopo per il Sudamerica, debuttando
il primo di Giugno a Buenos Aires e preparandosi a partire per il Messico.
Fra il 1952 e il
1953
si sposta a
Cuba
, dove
intraprende una fortunata tournée con
Tina De Mola
e lancia
la canzone
Chinito Chinita
.
Successivamente
si trasferisce in Nord America. Qui si esibisce
nei più rinomati night
club
di
New York,
Chicago e Miami
e
collabora con
artisti
di fama internazionale
come
D
uke
Ellington e Josephine Baker.
Eppure, nonostante ciò,
Bonino non riesce mai a far decollare
realmente la sua carriera.
Nel 1954
l
a
rivista Billboard, nel pubblicizzare alcuni dischi da
lui incisi con l
’
RCA Victor,
scrive
:
«
Con la giusta pubblicità, il ragazzo ce la
può fare!
“He’s got a sound”
»
.
Nel 1955, a
New York, Ernesto Bonino
sposa l’attrice Rose Gloria
Vascellaro, in arte Rozalyne “Roz” Vallero.
Dal loro matrimonio nasce il
primo di
f
ebbraio
del
1957
il figlio
Steve Bonino.
Nel 1955, mentre si trova
Manhattan, gli viene
offerta una parte nella rivista di
Garinei e Gi
ovannini
La granduchessa e i
camerier
i
con
Wanda Osiris, Gino Bram
ieri, Diana Dei
e il duo Billi e Riva. In quest’occasione torna in
Italia per otto mesi e ottiene un buon successo con la
canzone
O baby kiss me
confermando
le su
e doti di artista a tutto tondo
,
ballando anche il tip tap.
Giocatore appassionato, mentre
nel mese di settemb
re si trova a Saint Vincent in occasione di una replica di
La
granduchessa e i camerieri
, vince ben 14 milioni di lire alla roulette.
Dopo aver presentato
fra il dicembre del 1955 e il gennaio del 1956 un suo programma di canzoni dal titolo
Canzoni di un g
iramondo
–
ispirato al titolo di un LP da lui inciso per la Rca
–
fra il
febbraio e l’agosto del 1956 canta spesso in
radio con l’
orchestra di Gorni Kra
mer al fianco
di Jula de Palma.
IL DISCOBOLO
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È
nel 1958 che torna stabilmente in Italia
. Per l’occasione, fa
la sua prima apparizione
pubblica presentato da Renato Carosone e il suo quintetto nel programma “Mu
sic Hall”
il
5 ottobre alle 21.30
. Bonino e Carosone sono
molto amici sin da
l 1956.
Nel 1959 Bonino
intra
prende
una tournée con
Carosone
benché il suo nome
non appa
ia
in cartellone.
Nel
mese di marzo viene invitato nella trasmissione radiofonica
Quattro Quarti
per un
omaggio di bentornato. Il 29 agosto partecipa alla trasmissione televisiva
Buone Vacanze
cantando accompagnato dall’orchestra Kramer. Dal 6 settembre al mese di novembre è
spesso ospite della trasmissione televisiva
Un’orchestra per cinque voci
con l’orchestra
di Gianni Ferrio, cantando al fianco di interpreti come Jula de Palma e Flo Sanson’s
ma
anche di divi del momento come
Betty Curtis e Johnny Dorelli. Fra l’8 e il 18 febbraio del
1962, Ernesto Bonino partecipa al XII festival di Sanremo cantando
Gondoli Gondola
di
Nisa e del suo amico Renato Carosone, in coppia con Sergio Bruni. È questa
un’occasione
che Bonino aspettava da tempo e che finalmente si era avverata. La canzone si piazza terza
in classifica, preceduta da
Tango italiano
al secondo posto e
Addio… Addio…
in prima
posizione. Il 29 settembre dello stesso anno, Ernesto è al festival
di Zurigo con la canzone
Mi porti fortuna
(di Testa
-
Lojacono).
Dopo il 1962, con il cambiare dei tempi e dei gusti,
Bonino
viene messo un po’ da parte.
Diventa anche lui, insomma, una «vecchia gloria» del microfono, condizione confermata
dalla sua partec
i
pazione ad a
lcuni programmi di
r
evival
come, ad esempio, una
trasmissione dedicata alle canzoni degli anni Quaranta dal titolo
Ottimismo in note
insieme
a moltissimi colleghi fra i quali anche Natalino Otto.
Il 13 gennaio del 1966 è ospite del
programma d
i Mike Bongiorno
La fiera dei sogni
insieme all
a vecchia amica Silvana
Fioresi e con
Nunzio Filogamo, Oscar Carboni e Norma Bruni.
Continua per tutti gli anni Sessanta a esibirsi sporadicamente in alcuni locali del nord Italia
e a partecipare a trasmissioni televisive, ricoprendo però in entrambe le situazioni sempre
il suo ruolo di divo del passato.
Negli anni Settanta si dedica al c
ommercio, aprendo alcuni
negozi nel milanese.
Ritorna a far parlare di sé nel 1974 quando appare nello storico
varietà televisivo
Milleluci
.
Ancora una volta
, però, Bonino
si accorge di essere diventato
per il pubblico una “vecchia gloria”
, un cimelio, un
ricordo del passato. Proprio di questo
si la
menta infatti su un articolo del settimanale
Gente, uscito qualche giorno dopo la messa
in onda
del programma
: Milleluci è sembrato un contentino dato a quei vecchi colossi che,
paro
le sue, subito dopo sono stati
«
richiusi nel loro frigorifero
»
.
Nonostante ciò, Ernesto
non si perde d’animo e cerca di sfruttare que
lla gioventù interiore che gli è
rimasta e
quell’alone di sac
ralità che la consacrazione a “v
ecchia glo
ria del microfono” gli
conferisce
.
Nel 1975 apre
una boutique di moda a Sanremo in Corso Imperatrice, di fronte al Casinò.
La sua attività ha un buon successo ed Ernesto si fa conoscere nella città dei fiori per il
suo buon gusto e la sua signorilità.
IL DISCOBOLO
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Partecipa a molti revival
come
Toh chi si
r
isente
su
Rai Radio Due
(
condotto da Carlo
Loffredo,
1978)
prendendo parte anche a un Recital dello stesso filone nel luglio del 1979.
Nel
1982
forma
il gruppo vocale
“Gli Oldies” insieme a Cocky Mazzetti, Wilma De
Angelis, Claudio Celli e Nicola Arigliano.
C
on que
sto gruppo pubblica l’LP
Quei pazzi
pazzi Oldies
alla cui incisione assiste con grande gioia anche il figl
io Steve che pian piano
si sta
avviando anche lui sulla via del successo nel campo musicale.
Il gruppo però si
scioglie ben presto a causa di alcune d
ivergenze fra i membri.
Già dai primi
anni ’80
Bonino inizia a soffrire di problemi con le corde vocali:
quando compare nella
trasmissione televisiva
Cari amici vicini e lontani
di Renzo Arbore, infatti,
si scusa con il
pubblico per ess
ere rauco.
Sul finire del
1986,
Ernesto subisce
un delicato intervento alle corde vocali che
pone
fine
alla sua carriera canora
protratta fino all’ultimo
. Un uomo
dall’animo così forte non può
però lasciarsi abbattere da un simile evento.
Recuperato l’uso normale del
la voce
e c
hiuso
il suo negozio di Sanremo,
si trasferisce a Milano insieme alla sua ultima compagna,
Liliana Gaboardi
. Nel 2000, trovandosi in cattive condizioni economiche, riesce a
usufruire del sussidio previsto dalla legge Bacchelli, in seguito ad alc
uni appelli da lui
pubblicati sulle maggiori testate nazionali.
A
ccusati i primi sintomi del morbo di Alzheimer,
il 23 aprile del 2003
viene ricoverato
nella casa di riposo per artisti Giuseppe Verdi. Vive gli ultimi anni sempre con il sorriso
sulle labbra, circondato dall’amore di Liliana e del figlio Steve che quando
può
rientra
dall’America per andargli a fare visita
.
Si spegne il 2
9
aprile del 200
8
. Riposa al Cimitero
Maggiore di Milano.
Ancora oggi viene
ricordato e omaggiato da tutti coloro i quali hanno
saputo apprezzare la sua arte.
---
Riguardo al suo modo di cantare,
Lidia Martorana
definiva il suo stile
«
Uno swing diverso,
dicia
mo
“
alla Carlo Prato”. U
no s
wing più deciso, meno
smorfiato
»
. Carlo Loffredo
invece
ha definito
Bonino
«
Il maestro del Jazzital, con questa
sua
maniera
di cantare le
canzoni italiane
–
tutti pezzettini molto vivaci
–
con un occhio puntato alla statua della
libertà
»
Simone Calomino
Si ringraziano Steve Bonino e Alessandro Rigacci
per aver
contribuito alla realizzazione di
questa biografia
Se avete
altre
notizie sulla
vita e sulla carriera di quest
o
artista,
potete contattarci al nostro indirizzo di posta elettronica
ildiscobolo@gmail.com