Enzo Ceragioli
Direttore d'orchestra, compositore, pianista, organista e arrangiatore.
Enzo Ceragioli nasce a Seravezza (LU) il 1 Ottobre 1908.
Figlio d'arte (il padre Luigi Ceragioli, originario
di Camaiore, era stato un apprezzato organista e direttore di
banda), rivelò presto doti di eccezionale pianista, studiando
musica inizialmente con il padre e poi, dal 1923 al 1927,
con il maestro Leonardo Pacini, allievo di Ildebrando
Pizzetti, a Viareggio. A dieci anni già sostituì il padre come
organista e a quattordici anni eseguì il suo primo concerto
pianistico, interpretando musiche di Chopin e Liszt. Dal
1925 divenne maestro di banda e diresse la "Filarmonica
dei Costanti". Nello stesso anno realizzò una composizione
tripartita per banda intitolata "Intermezzo", con cui nel
1927 vinse il premio di composizione bandistica "Tito Belati" di Perugia. Nel 1926
compose la "Prima suite per orchestra". A causa della scomparsa del padre, dovette
interrompere gli studi e iniziare a suonare il pianoforte nei cinema a commento sonoro
dei film, allora muti. Si racconta che spesso il pubblico affluiva al botteghino più per
ascoltare il pianista che per vedere il film. Nel 1933 diresse il corpo musicale di Forte
dei Marmi e suonò come pianista solista in un eccellente complesso di musica da ballo
e jazz nei migliori locali e caffè concerto della penisola.
A Viareggio, nel 1937, fu notato da Gorni Kramer che lo invitò a far parte della sua
orchestra. A Milano si esibì alla Taverna Ferrario con Kramer riscuotendo un enorme
successo. Scritturato dalla casa discografica Carish-Odeon-Parlophon di Milano,
ancora con Kramer alla fisarmonica e Cosimo di Ceglie alla chitarra, realizzò per la
Odeon una serie di incisioni con la denominazione "The three niggers of
Broadway"(mentre tutti si domandavano chi fossero), che divennero poi "I tre negri" e
successivamente "Tre Italiani in America". Costituì poi egli stesso una propria
orchestra con cui ebbe grande successo nei locali milanesi (Taverna Ferrario, Odeon,
Campari). Nello stesso periodo divenne direttore della Carish-Odeon, continuando ad
incidere dischi con la propria orchestra che ottenne un incredibile successo, arrivando
a sostituire l’ormai affermata orchestra di Mario Mariotti. Fra i tanti cantanti che
collaborarono con lui, ricordiamo Meme Bianchi (moglie di Mario Mariotti), Nino
Amorevoli, Carlastella e Tajoli (dal 1940) e il batterista Luigi Redaelli alias Pippo
Starnazza, con il quale formò l’orchestra “Quintetto del Delirio” insieme a Mojoli,
Servida, Pietro Di Salatore, Astore Pittana, Cottiglieri, Almangano e Armando
Camera.
Figura di spicco del jazz italiano (era chiamato fra l’altro "il Duke Ellington italiano"),
negli anni quaranta capeggiò i "Maestri del ritmo" ovvero la sezione "solisti"
dell'orchestra Campari, con cui si esibì per anni al "Caffè Campari" nel cuore di
Milano, in Galleria, apparendo anche come "Super Orchestra Campari", da lui diretta,
con la quale incise una serie speciale di dischi per la Odeon. Finita la guerra e superato
un periodo di difficoltà, in quanto per l’incisione dei dischi era necessaria la bachelite
altrettanto richiesta a fini bellici che quindi finiva per scarseggiare, nel 1946 collaborò
all’incisione della "Serie jazzisti italiani" (Jam session C: "Vecchi ruderi", "The man I
love", ecc). Nel frattempo, ai cantanti della sua orchestra si erano aggiunti Nuccia
Bongiovanni e Corrado Lojacono. Per la serie Odeon "Celebre pianista jazz Enzo
Ceragioli" incise diversi brani (Sola in una notte di tormento, Signora illusione, Pippo
non lo sa, Maestro swing, Vorrei volare, Occhi neri, ecc).
Al Campari, durante una serata, conobbe la cantante Vera Valli, che diverrà sua moglie
e dalla quale avrà una figlia: la pittrice Lorenza Della Rosa Ceragioli. Particolarmente
rilevanti, fra le innumerevoli incisioni su dischi Odeon, anche le "Rapsodie
napoletane" e le "Rapsodie italiane". Contemporaneamente, compone canzoni di
successo per le edizioni Emi- Di Lazzaro (a Milano, in Galleria del Corso). Collaborò
per decenni con la RAI Radio Televisione Italiana (nelle sedi di Milano, Torino e
Roma) sin dai tempi dell'EIAR. Nel 1941 aveva diretto la sua orchestra nella
trasmissione “Maestro per favore” condotta da Nunzio Filogamo.
Nel 1959 divenne direttore dell’Orchestra di ritmi e canzoni della RAI, fra le più
seguite alla radio. Nel 1961 gli venne affidata l’Orchestra melodica di Radio Torino e
nel 1969 la RAI gli affidò la composizione della “Seconda suite per Orchestra
eseguita poi dall’Orchestra ritmo-sinfonica della radio tedesca da lui diretta.
Prese parte a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche, quali il Festival di
Sanremo” (1961 e 1964 come direttore, nel 1952 come autore di "Malinconica
tarantella" cantata da Gino Latilla), il Cantagiro” (anni '60), “Un disco per l'estate”, il
“Festival europeo a Saint Vincent” (1961), il “Festival di Venezia”, “Sorella radio”, “Il
microfono è vostro”, “Rosso e nero”, “Senza rete”, “Quattro passi tra le note” con
Caterina Valente, e molti altri. Ottimo arrangiatore, ha svolto in questo ambito una
proficua attività con innumerevoli arrangiamenti di brani di successo (come “24 mila
baci” cantata da Adriano Celentano, Il nostro concerto” di Umberto Bindi). Nel
frattempo iniziò ad incidere per la casa discografica milanese “Juke Box”. Musicista
versatile, ha spaziato in tutte le gamme musicali: jazz, musica leggera, operette, musica
sinfonica, musica sacra. Della sua attività di compositore di genere Swing e Fox Trot
ricordiamo: "Che musetto!" (cantata da Corrado Lojacono, Vittorio Paltrinieri, Elio
Lotti, Enrico Gentile), "Niente baci!" (cantata da Corrado Lojacono), "La calamita"
(cantata con la sua orchestra da Carlastella, una delle sue interpreti preferite), "Baldo,
Baldo Arcibaldo" (cantata da Pippo Starnazza), "Disperazione mia" (cantata da
Natalino Otto, Corrado Lojacono, Enrico Gentile, Vittorio Paltrinieri), "Che
fenomeno!" (cantata da Ernesto Bonino), "Se fosse giovedì", "Topazio", "Rubino",
ecc.
Di grandissimo successo anche il brano Accanto al pianoforte” interpretato anche dal
Trio Lescano.
Oltre a questi, tra i suoi brani più noti e significativi vi sono pezzi di genere blues
come: "Nostalgia del mio Paese", "Fra le mie braccia" e "Marionette".
Per la musica sinfonica particolarmente importante è la suite in quattro tempi
"Paesaggi", che presentò a Monaco di Baviera dirigendo la locale orchestra sinfonica.
Ha composto brani di musica sacra (Spirito di forza, Immersi nel Cristo, ecc) e
realizzato una lunga serie di negro spirituals in italiano (con le belle voci di Piero
Barca e Cettina Cadelo).
Tra i pochi (forse ancor più di Barzizza ed Angelini) ad aver attraversato indenne il
mutare delle mode e dei gusti avvenuto più volte in oltre sessant'anni di carriera, riuscì
a mantenere un buon successo durante tutto l’arco della sua attività.
Scrive Frabrizio Stramacci nel “Dizionario della Canzone Italiana” di Armando Curcio
Editore: Professionista esemplare, Ceragioli ha vissuto intensamente molte stagioni
della musica italiana, passando dal melodico al ritmico con uno stile e un’eleganza
impeccabili. Compositore originale, è stato uno dei direttori d’orchestra più brillanti e
innovatori del dopoguerra”.
Utilizzò diversi pseudonimi: Big Mitchell per la casa discografica Juke Box
accompagnando fra gli altri Joe Sentieri, Jenny Luna, Maurizio Arena e Miriam del
Mare; Fernando Mandeiras per la casa Odeon, soprattutto nei dischi in spagnolo di
Vera Valli; Johnny Steel per la casa Magister; Come autori invece utilizzò gli
pseudonimi: Dirol e Revery.
Scomparve a Milano il 10 Giugno 1999 circondato dall’amore della moglie Vera e
della figlia Lorenza.
Lorenza Della Rosa Ceragioli e
Simone Calomino