Galliano Cocchi
Galliano Cocchi nasce a
San Pietro in Cas
provincia di Bologna, il
2 febbraio 1916
un calzolaio, penultimo di nove figli, abbadona
presto gli studi per lavorare presso la bottega p
terna, provvedendo al sostentamento de
glia.
Non soddisfatto della professione di ciabatt
no, lascia
l’attività e s’impiega in
ristoranti
bolognesi, quali Il Pappagallo e La
Stella d’Italia”
, prima come semplice camieriere
poi come aiutocuoco. D
otato di una bella voce
tenore ed appassionato di musica, viene spesso r
chiesto per fare delle serenate su commissio
prendere lezioni di ca
il servizio militare presso il 35
ad esibirsi, con successo, in alcuni teatri ed altrettanti ritrovi del bolognese mentre,
l’anno successi
vo, vince, a Roma, il Concorso Reale dellOpera, dimostrando le sue
ottime capacità vocali ed interp
Canzone
per Voci Nuove indetta dallEIAR, ri
braio 1940, debutta ai microfoni radiofonici intonando
non di Massenet
, ricevendo a
Torino centinaia di cartoline riportanti le congratulazioni per la sua
Nello stesso anno, partecipa alla rubrica radiofonica
Maestro Petralia, del quale porta
ra; incide per la Cetra-
Parlophon alcuni 78 giri,
zione di Mamma
, motivo che diviene il suo biglietto da visita.
dio un prestigioso concerto di arie d
pagnato dall’orchestra Petralia e partecipa allo spettacolo
Metz, assieme alla formazione di Cinico Angelini; nello stesso anno, si
Margherita Marnetto. Rafforza la sua popola
na, Serenata che passa e
Stornellata allantica
roni.
Nel 1942, richiamato sotto le armi, riesce, grazie ad alcuni congedi, ad esibirsi
ancora ai micro
foni di Radio Torino e di Radio Fir
grazie all’interpretazione di
IL DISCOBOLO
IL DISCOBOLOIL DISCOBOLO
IL DISCOBOLO
Museo virtuale del Disco
1
Galliano Cocchi
San Pietro in Cas
ale, in
2 febbraio 1916
. Figlio di
un calzolaio, penultimo di nove figli, abbadona
presto gli studi per lavorare presso la bottega p
a-
terna, provvedendo al sostentamento de
lla fami-
Non soddisfatto della professione di ciabatt
i-
lattività e simpiega in
alcuni rinomati
bolognesi, quali Il Pappagallo” e La
, prima come semplice camieriere
otato di una bella voce
da
tenore ed appassionato di musica, viene spesso r
i-
chiesto per fare delle serenate su commissio
ne
; consigliato da alcuni amici, inizia a
nto dalla M
a
estra Debora Fambri. Nel 1937, dopo aver prestato
il servizio militare presso il 35
° Reggimento Fanteria “Pistoia”
a Bologna, comincia
ad esibirsi, con successo, in alcuni teatri ed altrettanti ritrovi del bolognese mentre,
vo, vince, a Roma, il Concorso Reale dell’Opera, dimostrando le sue
ottime capacità vocali ed interp
retati
ve. Nel 1939, partecipa alla seconda Gara della
per Voci Nuove indetta dall’EIAR, ri
sul
tando tra i dodici vincitori; il 6 fe
braio 1940, debutta ai microfoni radiofonici intonando
Il Sogno,
aria tratta dalla
, ricevendo a
ppla
usi entusiasti e facendo pervenire alla sede EIAR di
Torino centinaia di cartoline riportanti le congratulazioni per la sua
Nello stesso anno, partecipa alla rubrica radiofonica
Le vostre canzoni
Maestro Petralia, del quale porta
al successo la composizione
Madrigale di primav
Parlophon alcuni 78 giri,
tra cui una convincente interpret
, motivo che diviene il suo biglietto da visita.
Nel 1941, tiene alla r
dio un prestigioso concerto di arie d
el compositore Vincenzo Bellini, ancora acco
pagnato dallorchestra Petralia e partecipa allo spettacolo
Varietà Cetra
Metz, assieme alla formazione di Cinico Angelini; nello stesso anno, si
Margherita Marnetto. Rafforza la sua popola
rità incidendo i motivi
Stornellata all’antica
, composizione del Maestro Masch
Nel 1942, richiamato sotto le armi, riesce, grazie ad alcuni congedi, ad esibirsi
foni di Radio Torino e di Radio Fir
enze, dove ottiene grande successo
grazie allinterpretazione di
Voglio vivere co
, all’interno della rubrica
; consigliato da alcuni amici, inizia a
estra Debora Fambri. Nel 1937, dopo aver prestato
a Bologna, comincia
ad esibirsi, con successo, in alcuni teatri ed altrettanti ritrovi del bolognese mentre,
vo, vince, a Roma, il Concorso Reale dellOpera, dimostrando le sue
ve. Nel 1939, partecipa alla seconda Gara della
tando tra i dodici vincitori; il 6 fe
b-
aria tratta dalla
Ma-
usi entusiasti e facendo pervenire alla sede EIAR di
Torino centinaia di cartoline riportanti le congratulazioni per la sua
performance.
Le vostre canzoni
, diretto dal
Madrigale di primav
e-
tra cui una convincente interpret
a-
Nel 1941, tiene alla r
a-
el compositore Vincenzo Bellini, ancora acco
m-
Varietà Cetra
di Vittorio
Metz, assieme alla formazione di Cinico Angelini; nello stesso anno, si
sposa con
rità incidendo i motivi
Serenata monta-
, composizione del Maestro Masch
e-
Nel 1942, richiamato sotto le armi, riesce, grazie ad alcuni congedi, ad esibirsi
enze, dove ottiene grande successo
, allinterno della rubrica
L’ora del sol-
IL DISCOBOLO
IL DISCOBOLOIL DISCOBOLO
IL DISCOBOLO
Museo virtuale del Disco
2
dato. Nel luglio dello stesso anno, viene spedito a combattere lungo il fronte africano;
fatto prigioniero nel marzo del 1943, rientra in Patria soltanto a guerra già finita, nel
settembre 1945. Nel dopoguerra, tenta, con alterna fortuna, di riprendere le redini di
una carriera interrotta bruscamente: privo di contratto radiofonico, canta saltuaria-
mente in alcuni ritrovi ed in altrettanti teatri. Nel 1950, seguendo l’esempio di molti
suoi colleghi, si reca in Sud America, esibendosi applauditissimo in Venezuela, dove
arriva a cantare persino alla Radio Nazionale, diretto dal maestro Primo Casale. Nel
1952, tornato in Italia, partecipa al programma radiofonico Medaglioni musicali e,
successivamente, si esibisce con successo all’Opéra di Monte Carlo. L’anno succes-
sivo, partecipa ad un prestigioso concerto di musiche operistiche diretto dal Maestro
Gallino e trasmesso dalla RAI; nello stesso anno, si dedica all’operetta debuttando ne
L’elisir d’amore di Donizetti. Ripete l’esperienza nel 1956, quando interpreta Cecco
nella riduzione radiofonica de L’Acqua cheta di Pietri per la regia di Riccardo Mas-
succi. Successivamente, stabilitosi a Carmagnola, abbandona il canto per aprire il
“Cannon d’Oro” (che successivamente muterà il nome in “Cuoco d’Oro”), ristorante
nel quale si ritrovano sovente le vecchie glorie della musica; ricoprendo il doppio
ruolo di proprietario e cuoco, arriva a vincere, nel 1963, un ambito premio culinario a
Diano Marina. Torna su suoi passi nel 1969, quando partecipa ad alcune serate di ga-
la a Torino; nello stesso anno, in qualità di esperto culinario, è intervistato per la RAI
dal giornalista Gigi Marsico. Dividendosi fra i fornelli ed i microfoni, si esibisce an-
cora in diversi ritrovi e teatri del Piemonte fino alla fine degli anni Settanta, riscuo-
tendo sempre discreti successi. Nel 1978, registra un album, intitolato Il mio disco,
nel quale, accompagnato al pianoforte dal Maestro Gallino, interpreta alcuni classici
della canzone italiana. Muore a Carmagnola il 1° agosto 1986.
Alessandro Rigacci
a.rigacci@alice.it