Bruno Rosettani
Bruno Rosettani nasce a Porto Sant’Elpi-dio (Ascoli
Piceno) il 19 febbraio 1923.
Suo padre Giacomo è un commerciante in calzature, sua
madre Carolina Catalini è maestra elementare.
Fin da ragazzo, studia canto e pianoforte, ma le sue
aspirazioni artistiche vengono mortificate da esigenze
familiari di carattere economico. E, avendo conseguito il
diploma in ragioneria, si impiega come contabile in un
ufficio nautico di Ancona.
Gli avvenimenti bellici lo costringono a rientrare a Porto
Sant’Elpidio dove, con un gruppo di appassionati di
musica, inizia a organizzare spettacoli di arte varia
(comprese pesche di beneficenza e cacce al tesoro) allo scopo di raccogliere fondi per
sostenere le truppe al fronte.
Nel 1944, si trasferisce a Milano e si iscrive alla Bocconi. Laureatosi in Economia e
commercio, intraprende la carriera bancaria. Contemporaneamente, collabora
sporadicamente a qualche giornale, riuscendo a ottenere la tessera di giornalista-
pubblicista.
A un tratto, si ritrova nel mondo della musica leggera grazie a una circostanza dai
contorni romanzeschi.
Nel capoluogo lombardo, prende a frequentare l’Hot Club Milano dove, la domenica
mattina, si svolgono esibizioni dilettantesche per i soci. Qui, conosce Gorni Kramer e
Franco Cerri. Ma la vera occasione gli si presenta altrove e in modo del tutto
occasionale.
Una sera, con un gruppo di amici, si reca in un locale notturno. E, a un certo punto, si
offre scherzosamente di sostituire il cantante del night colto improvvisamente da
malore.
Il caso vuole che, fra il pubblico, vi sia il giovane Aurelio Airoldi, direttore artistico
della Durium, nipote di Alberto Airoldi, colui che, nel 1935, aveva fondato la nota casa
discografica.
In possesso di una voce melodico-moderna, fresca, limpida, ben ritmata e attraversata
da una percettibile ironia, riesce a bene impressionare l’intraprendente discografico, il
quale gli offre immediatamente di firmare un contratto.
Rassegnate le dimissioni presso la banca in cui ricopre il ruolo di capufficio, nel 1947
comincia a incidere i primi dischi, a fare serate in giro per l’Italia, prendendo parte a
spettacoli di vario genere e festival minori, trovandosi spesso a fianco di Flo Sandon’s,
Nella Colombo (con le quali, in seguito, duetterà spesso), Aurelio Fierro, Natalino
Otto, Achille Togliani, Gino Latilla, Giorgio Consolini, Claudio Villa, Gianni Ravera.
Contemporaneamente, sostiene alcuni provini per la Rai. Ottenuto esito positivo, si
stabilisce a Torino e debutta radiofonicamente con l’orchestra di Carlo Savina,
passando poi nelle formazioni di Nello Segurini e di Guido Cergoli, con le quali coglie
i suoi primi successi, facendosi conoscere al grosso pubblico.
Si afferma definitivamente al principio degli Anni Cinquanta, entrando a far parte della
scuderia di Francesco Ferrari, direttore d’orchestra che si impone per la modernidel
suo stile brillante, di ispirazione latino-americana e di impostazione jazzistica.
In seguito, lavora con Mario Riva e a fianco di Mike Bongiorno, prendendo parte,
accanto a Isa Bellini e a Lelio Luttazzi, alla popolarissima trasmissione radiofonica Il
motivo in maschera.
Lidea di Francesco Ferrari (con il quale trasmette regolarmente) di affiancargli il duo
vocale formato dalle sorelle savonesi Giovanna e Mirosa Blengio, risulta vincente,
conquistando i favori del pubblico, sia italiano che straniero, nelle fortunate tournée
che lo vedono applauditissimo lungo tutta la Penisola, quindi in Francia, Svizzera,
Portogallo, Jugoslavia, Canada, nei paesi scandinavi, soprattutto in America, dove
continuerà a recarsi ogni anno per circa un decennio, sempre accolto come una star.
Nel 1954, partecipa al concorso radiofonico Dieci canzoni da lanciare, cogliendo un
buon successo con Il tirabaci.
Nel 1955, approda al Festival di Sanremo, presentando Era un omino piccino piccino,
Il primo viaggio e Zucchero e pepe (le prime due in coppia con Nella Colombo, e tutte
e tre con l’accompagnamento del Trio Aurora).
Nessuno dei brani proposti supera il verdetto delle giurie, ma la sua popolarità esce
rafforzata dall’esperienza sanremese, confortata dai buoni risultati ottenuti sul mercato
discografico.
Il 25 ottobre dello stesso anno, sposa Mirosa Blengio.
Nel 1957, difende i colori delle Marche nel concorso radiotelevisivo Voci e volti della
fortuna, legato alla Lotteria di Capodanno.
Alla fine degli Anni Cinquanta, fonda l’etichetta discografica Sabrina (con annesse le
omonime edizioni musicali), scoprendo anche nuovi cantanti, fra cui Dori Ghezzi.
Nella seconda metà degli Anni Sessanta, decide di abbandonare le scene per lavorare
nel settore calzaturiero, aprendo una catena di negozi in Australia.
Una quindicina di anni p tardi torna in patria e continua l’attività commerciale a
Civitanova Marche, dove si spegne il 14 ottobre 1991.
Nella corso della sua carriera, oltre che con Francesco Ferrari e Carlo Savina, ha inciso
con Federico Bergamini, Mario Consiglio, Mario Panzuti, Guglielmo Wilhelm,
Gianfranco Intra.
Fra i suoi successi, si ricordano anche Per un filino d’erba, Cipollina e ravanello
(entrambe in duetto con Nella Colombo), Ufemia, Ascension, Il barbiere di Foligno,
Povero pesce, La ragazza della televisione, Sulla luna, Lilly.
Fra le sue incisioni, c’è anche un poco conosciuto, ma simpatico e originale omaggio a
Natalino Otto, intitolato Natalino show. Enzo Giannelli