Sulle navi cambia il nome di Rino in Joe, arricchisce il suo repertorio con numerosi
successi internazionali e modernizza la voce sui modelli dei cantanti americani,
assumendo uno stile aggressivo dai toni aspri e singhiozzanti. Canta in inglese,
italiano, francese, spagnolo, tedesco e, all'occorrenza, in genovese, napoletano,
siciliano e romano.
Nel 1949 diventa famoso a New York; scritturato a lungo dalla rete televisiva Cbs, è
il primo cantante bianco che si esibisce al Paradise di Harlem, dove per il colore dei
suoi capelli, lo presentano come l'<angelo rosso>. Cantando Anema e core,
Munasterio 'e Santa Chiara e Luna rossa, guadagna anche cento dollari al giorno, ma
in tasca gli resta ben poco per la vita da nababbo che il suo manager lo costringe a
condurre a scopo pubblicitario.
Preso dalla nostalgia, nel 1952 torna a Genova con un bel gruzzolo e apre un albergo
sulla riviera Ligure. Gli affari vanno presto a rotoli e qualche mese più tardi si ritrova
a cantare su una nave che fa rotta fra il Canada e l'Inghilterra. Nel 1953 rientra in
Italia e, ingaggiato dall'orchestra di Corrado Bezzi, entra nel giro dei night alla moda.
Nel 1957 va in Argentina dove diventa un idolo. Il 22 dicembre del 1958, colto di
nuovo dalla nostalgia prende un aereo e la notte di Natale è a casa con il proposito di
non partire più. Rientra nell'orchestra di Corrado Bezzi che gli fa conoscere Carlo
Alberto Rossi. La notte della fine dell'anno perde la voce e deve sottoporsi a un
intervento chirurgico alle corde vocali. In capo a un mese è completamente ristabilito
e deciso a tentare il tutto per tutto pur di sfondare.
Nel 1959 diventa all'improvviso popolarissimo. Nel giro di pochi mesi vince il
Festival di Pesaro, Lucca, Cagliari e Taranto, si classifica secondo al Festival del
Musichiere, gira il film <Urlatori alla sbarra>, gli vengono assegnati il Disco d'oro, il
Juke-box d'oro, il Microfono d'oro e il Kaberlaba d'oro di Asiago, si piazza ai primi
posti della hit parade con Ritroviamoci e Milioni di scintille di Domenico Modugno,
un pezzo difficile e spigoloso, interpretato con somma bravura.
Dinamico, ricco di comunicativa, il sorriso accattivante, sul palcoscenico corre e si
agita mandando in delirio il pubblico. Il 1960 si apre con la vittoria a Canzonissima
con Piove. Un mese più tardi, con Wilma De Angelis, è al terzo posto al Festival di
Sanremo con Quando vien la sera e porta in finale É mezzanotte, con Sergio Bruni.
Entrambe le canzoni si piazzano nei posti alti della classifica e il fatto più curioso è
che Sentieri raggiunge la seconda posizione della hit parade con Libero, presentata
alla manifestazione sanremese da Domenico Modugno in coppia con Teddy Reno.
Nello stesso anno partecipa al Festival di Milano, alla Sei Giorni della Canzone, al