Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo  
Radio Il Discobolo  
Giorgio Consolini  
Due sono state le voci-guida della canzone italiana tra la fine della guerra e quella  
degli anni Sessanta, ed è cosa risaputa: Luciano Tajoli e Claudio Villa. Loro hanno  
condizionato l’ulteriore e definitivo sviluppo di un genere di canto che, nato con  
Carlo Buti, concluderà grosso modo con loro il proprio ciclo vitale. Tra queste due  
colonne solo un piccolo gruppo di nomi merita di essere ricordato come quello dei  
veri antagonisti, di coloro che contrastarono lo strapotere dei due colossi, sulle masse  
degli ascoltatori radiofonici e discografici a colpi di canzoni e di quantitativi di dischi  
venduti.  
Il primo proprio in ordine di popolarità e bravura è Giorgio Consolini, che iniziò  
giovanissimo ad esibirsi in balere e altri locali da ballo della sua Bologna, finché non  
gli fu consigliato di tentare la fortuna con un’audizione alla RAI in occasione di uno  
dei  
concorsi,  
che  
in  
quell'epoca  
erano  
molto  
frequenti.  
Consolini vi partecipò, vincendo, e alla Radio impiegò pochissimo tempo ad  
affermarsi a livello nazionale, cantando accompagnato dall’orchestra di Armando  
Fragna dagli studi di Roma, e nella quale sostituiva Claudio Villa che se n’era andato  
per dissapori col maestro. C’è da dire che le canzoni preferite da Consolini sono  
sempre state le stesse amate anche dal cantante romano (vedi il caso di Rosso di  
sera). Tuttavia, basta ascoltarle nelle due interpretazioni, per rendersi conto che sono  
profondamente diverse nel modo di cantarle, con il pregio di una maggiore intimità e  
di uno spessore sonoro di grande gradevolezza da parte dell’emiliano.  
Giorgio Consolini cominciò ad incidere dischi per la CGD subito dopo la guerra, tra  
il 1946 ed il 1947, quando l’etichetta di Teddy Reno cercava di decollare tra mille  
difficoltà, ma anche tra tanto entusiasmo. Dopo pochissimi anni fu messo sotto  
contratto dalla Parlophon e con questa etichetta rimase sino alla conclusione della  
parte più importante della sua carriera. Fortunate furono pure le sue apparizioni sul  
palcoscenico del Festival di Sanremo dove riuscì a lanciare molte delle sue canzoni  
più famose, come Usignolo e Tutte le mamme.  
Consolini si è spento dopo avere superato brillantemente i novant'anni alla fine di  
ottobre del 2012.  
(Massimo Baldino)