Il primo proprio in ordine di popolarità e bravura è Giorgio Consolini, che iniziò
giovanissimo ad esibirsi in balere e altri locali da ballo della sua Bologna, finché non
gli fu consigliato di tentare la fortuna con un’audizione alla RAI in occasione di uno
dei
concorsi,
che
in
quell'epoca
erano
molto
frequenti.
Consolini vi partecipò, vincendo, e alla Radio impiegò pochissimo tempo ad
affermarsi a livello nazionale, cantando accompagnato dall’orchestra di Armando
Fragna dagli studi di Roma, e nella quale sostituiva Claudio Villa che se n’era andato
per dissapori col maestro. C’è da dire che le canzoni preferite da Consolini sono
sempre state le stesse amate anche dal cantante romano (vedi il caso di Rosso di
sera). Tuttavia, basta ascoltarle nelle due interpretazioni, per rendersi conto che sono
profondamente diverse nel modo di cantarle, con il pregio di una maggiore intimità e
di uno spessore sonoro di grande gradevolezza da parte dell’emiliano.
Giorgio Consolini cominciò ad incidere dischi per la CGD subito dopo la guerra, tra
il 1946 ed il 1947, quando l’etichetta di Teddy Reno cercava di decollare tra mille
difficoltà, ma anche tra tanto entusiasmo. Dopo pochissimi anni fu messo sotto
contratto dalla Parlophon e con questa etichetta rimase sino alla conclusione della
parte più importante della sua carriera. Fortunate furono pure le sue apparizioni sul
palcoscenico del Festival di Sanremo dove riuscì a lanciare molte delle sue canzoni
più famose, come Usignolo e Tutte le mamme.
Consolini si è spento dopo avere superato brillantemente i novant'anni alla fine di
ottobre del 2012.
(Massimo Baldino)