Museo Virtuale del Disco e dello Spettacolo
Radio Il Discobolo
Crivel
A dispetto di un'attività frenetica tra gli anni Venti e Quaranta, le notizie che lo
riguardano sono invece poche e frammentarie. Spesso discordanti.
Dall'articolo apparso su "Musica & Dischi" del marzo 1960, ritrovato dal nostro Vito
Vita, che pubblichiamo su questa pagina integralmente si evince tuttavia che Crivel
era nato nel 1889 avendo 71 anni al momento della sua scomparsa avvenuta nel
marzo del 1960.
Il suo vero nome era Ferdinando Crivelli e il primo approccio con il mondo della
musica pare sia stato come pianista in una delle orchestre più in voga degli anni
Venti: quella di Stefano Ferruzzi. A rendere ancor più complicata la ricostruzione
della sua attività discografica, vi è il fatto che nella sua lunga attività questo tenore
usò una svariata serie di pseudonimi e nomi d'arte tra cui pare certo vi possiamo
segnalare:
Tenore Orsini, Tenore Bello, Italo Corsi, Berettini, F. Rossi, E. Torres, D. Berri.
Dotato di una inconfondibile voce da Tenore leggero, cominciò a cantare i refrain di
molte delle canzoni eseguite dall'orchestra, sino ad imporsi come vero e proprio
simbolo della sua epoca. Non vi era casa infatti dove si possedesse un fonografo, in
cui non fosse presente almeno un disco cantato da Crivel. Anche il regime lo utilizzò
moltissimo per affidargli le sue canzoni più rappresentative, brani ideologicamente
ispirati come:
Ti saluto e vado in Abissinia,
Adua,
La Canzone Dell’Africa,
Stornelli neri,
Duce Duce Duce,
I Tre condottieri,
Canzone delle Canzoni,
creando comunque il falso storico di un Crivel, voce del regime, cosa che in realtà
non è.
La verità è che le canzoni del ventennio fascista in quegli anni le incisero un tutti,
da Carlo Buti, al grande tenore Beniamino Gigli, sino ad arrivare al debuttante, ma
già molto amato Vittorio De Sica... In realtà essendo il repertorio discografico di
Crivel enorme, come potrebbe non comprendere anche molte canzoni del regime ?
Vi sono però anche molti gioielli musicali del ventennio come:
Donnine novecento,
Messalina,
Questa notte ti dirò,
Maramao perchè sei morto? (Con Renzo Mori)
Testine di donne,
Canta lo sciatore,
Stramilano,
I tusan de Milan,
Bengala,
Bombon sei unica,
La bambola rosa,
e brani che sono lo specchio autentico di un epoca che non c'è più :
I milioni della lotteria,
Nina già ti aspetta la Balilla,
Strofette balneari,
Ma cos'è questa crisi?
Curioso pure il suo approccio con il mondo della pubblicità.
La sua voce fu infatti usata per incidere un brano utilizzato nella reclame di allora del
famoso "aperitivo Campari", brano che lo ha riportato in auge recentemente L'ora del
Campari. La popolarità e la versatilità di questo tenore leggero fu tale che
incoraggiarono anche molte sue "trasgressioni" nel mondo dell'operetta con famosi
duetti accanto a Ines Talamo e ad altri celebri soprani dell'epoca. Inoltre sono
singolari anche alcune sue incisioni di prosa con una vera e propria compagnia che
portava il suo nome, riproducenti avvenimenti importanti del periodo o per dischi
dedicati all'infanzia come :
Bimbi è Natale,
Pisellino ai giardini pubblici.
Le sue tracce, discograficamente parlando, si perdono dopo le ultime incisioni
realizzate per la "Voce del padrone" con l'orchestra del M°.Dino Olivieri sia con il
suo vero nome che come F.Rossi. Tuttavia Crivel, come si evince dall'articolo qui
sotto pubblicato, rimase nel settore dello spettacolo come organizzatore di concerti e
altri eventi musicali. Come di molti cantanti troppo cari al regime infatti, la fragile e
neonata democrazia Italiana, ebbe per molti anni difficoltà e una strana paura di
ricordarne l'esistenza.
(Massimo Baldino)