Il Discobolo
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Museo Virtuale del Disco
Tina de Mola
Nata a Milano nel 1923, frequentò le scuole magistrali perc la famiglia
voleva che diventasse insegnante, ma studiò anche canto interpretando
Schubert e Pergolesi. Nel 1941 vinse un concorso di voci nuove al Lirico
di Milano e quindi fu spesso scritturata in compagnie d'avanspettacolo,
nelle quali si esibiva in un numero interpretando tre canzoni. Debuttò nel
teatro di rivista nella stagione 1943-44 con "Quanto è possibile" di Nelli e
Mangini al Politeama di Napoli, e si impose ben presto per la sua
prorompente bellezza e la sua delicata e graziosissima voce, che sfruttò per
lanciare famosissime canzoni, come Veleno e Il cielo è tornato sereno.
Incise alcuni dischi con Semprini e successivamente entrò in una
compagnia di rivista, dove conobbe Renato Rascel, che diventò suo
marito. La coppia fondò una propria compagnia di rivista, mettendo scena
esilaranti spettacoli come Al Ragno d'oro, Allegretto ma non troppo,
Settenote, Cominciò con Caino e Abele e Il cielo è tornato sereno la De
Mola e Rascel lavorarono assieme anche al cinema, nel film Pazzo
d’amore, di R. Gentilomo. Lavorò poi accanto a Macario nella maestosa
rivista Oklabama (1948-49), di Ruggero Maccari e Amendola e al fianco
di Ugo Tognazzi in Quel treno che si chiama desiderio” (1950-51). Subito
dopo arriva il successo allestero: in Germania con Buondì zia
Margherita, a Città del Messico in Carnevale di Venezia, rivista
musicale e in altri Paesi del Sudamerica. Rientra in Italia nel 1954 e
interpreta, al cinema, Attanasio cavallo vanesio” e a teatro Alvaro
piuttosto corsaro” con l'ex marito Renato Rascel; interpreta inoltre canzoni
sentimentali di Gorni Kramer (« È l'ora di dare la buonanotte al mare...”).
Altro successo,con "Il terrone corre sul filo" nel 1954-55 di Nelli-
Mangini-Verde, con Nino Taranto alla sua ultima rivista. Nel 1955 approdò
in televisione, con show costruiti sui successi rivistaioli. Qualche anno
dopo la bellissima Tina De Mola si ritirò senza rimpianti dalle scene.
« Un tempo la soubrette era una donna fatale, molto femminile,
addobbata, truccatissima, con molto charme - ha dichiarato - tipo Isa
Bluette. Io non ho mai portato pennacchi, non ho mai fataleggiato, anche
perc non avevo il fisico adatto. Le mie qualità? Una bella voce, una
naturale simpatia: piacevo anche a mamme e zie, non solo agli uomini ».
Muore a Roma nel 2012.
(Claudia Bertanza)