Archivio del sito
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Documenti sulla cantante
Ada Neri
nome d’arte di Maria Rita Ce[r]retto
Santo Stefano Belbo (Cuneo), 1895 - Milano, 1978
Documenti forniti dal pronipote dell’Artista, Giuseppe Cerretto,
a Perluigi Baldini e da questi offerti, col suo consenso,
all’Archivio del sito
Restauro digitale del Curatore
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N.B. - In questo documento, come nel successivo, il vero cognome dell’Artista,
Cerretto, è stato erroneamente trascritto Ceretto.
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Foto con dedica di un ammiratore napoletano (1925).
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Lettera di E. A. Mario.
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Con Agesilao Ferrazzano, il suo compagno, a Milano.
Agesilao Francisco
Ferrazzano, violinista,
direttore d’orchestra e
compositore argentino
(1897 - 1980).
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Ritratto a colori (fine anni Venti).
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A p p e n d i c e
Mail di Pierluigi Baldini al Curatore del sito:
Giuseppe Cerretto non è discendente diretto di Ada Neri, che non ha
avuto figli dal primo sfortunato matrimonio (il marito, Giovanni
Germano, si rivelò ben presto pazzo e, per curarlo, la cantante dovette
abbandonare la lirica per dedicarsi alla musica leggera, il che le consentì di
realizzare subito dei guadagni), successivamente con il compagno
Agesilao Ferrazzano.
Ada Neri aveva un fratello, di vent’anni più anziano di lei, che ebbe 5
figli: Gaetana, Regina, Giovanni ed Emilio. Quest’ultimo, deceduto lo
scorso anno, era residente a Torino e ha avuto un figlio: Giuseppe […].
L’ho sentito qualche giorno addietro e gli ho prospettato la possibilità di
commemorare nel vostro sito la prozia, che lui chiama, come faceva anche
suo padre, “Ada Neri”. La cosa gli è molto piaciuta, in quanto gli
consentiva di far rivivere col ricordo l’amata congiunta, ingiustamente
dimenticata. Giuseppe è in effetti molto legato ad Ada Neri, che per tutti i
figli del fratello fu un punto di riferimento, essendo rimasti orfani in età
giovanile.
L’Artista, nei documenti ufficiali che vi ho inviato, appare come Maria
Rita Ceretto, con una sola “r”. Ciò è dovuto ad un errore di trascrizione del
suo vero cognome, Cerretto: i nipoti fecero fare la variazione, mentre Ada
Neri non ritenne che fosse il caso, avendo poi assunto un nome d’arte che
ormai tutti ritenevano quello vero. Solo su due dischi della Arion essa figura
come Rita Ceretto. Quanto al suo primo nome, Maria, neanche i familiari ne
erano a conoscenza: tutti in famiglia la chiamavano semplicemente Rita.
Giuseppe Cerretto abita a Torino e, da quando gli è morto il padre, vive
solo: è una persona squisita, buono, modesto, come tanti dovrebbero essere.
Osservazioni di Alessandro Rigacci, biografo del sito per i cantanti:
Per vent’anni Ada Neri ha occupato un posto di rilievo nella scena
musicale italiana, divenendo una delle cantanti più amate ed acclamate degli
anni Venti e Trenta. Oggi, purtroppo, è una delle tante interpreti
ingiustamente dimenticate, assolutamente ignorata da libri e dizionari, i
quali non la menzionano affatto, se non in rarissimi casi.
Eppure, negli anni in cui la Radio, i concorsi radiofonici, i festivals,
spinte e raccomandazioni, erano ancora lontane da venire, Ada Neri girava
la Penisola in lungo e in largo, incantando le platee dei più prestigiosi teatri
e ritrovi italiani.
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Non era facile farsi un nome in quell’epoca: s’iniziava con lo studio, poi
le prime esibizioni spesso in alcune Filodrammatiche poi in giro nei
teatrini di provincia. E se, infine, eri davvero bravo e talentuoso, potevi
aspirare anche ad accedere ai teatri cittadini, a trionfali tournée, a contratti
discografici.
Ada Neri, assieme a pochi altri, c’era riuscita. Era passata dalla lirica alla
canzonetta per bisogno di maggiori guadagni, come facevano in molti, e
aveva trovato il successo, quello vero; quello che se canti bene ti
applaudono, ti chiedono il bis, ti fanno rientrate in scena, senza fischi,
insulti, lanci di uova e ortaggi.
Si era fatta un nome anche con i dischi, grazie a una copiosa discografia.
Gran parte dei brani che ha inciso, sono purtroppo lontani della memoria
collettiva e nessuno ricorda più quelle melodie, quelle parole; altri, invece,
trovarono maggior fortuna e ci fa piacere riascoltarla mentre, con la sua
voce dolce e carezzevole, intona Parlami d’amore Mariù, Sotto
l’ombrellino con me, Portami tante rose, Violino tzigano.
Mi auguro, con tutto il cuore, che l’iniziativa presa, con la collaborazione
determinante di Giuseppe Cerretto e Perluigi Baldini, dal sito Ricordando il
Trio Lescano sia soltanto l’inizio per riscoprire e rivalutare il talento della
brava Ada Neri.
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