Melodramma
Titolo originale Melodramma
Paese di produzione Italia
Anno 1934
Durata 65 min
Dati tecnici B/N
Genere drammatico
Regia Giorgio Simonelli,Robert Land
Soggetto Henri Bernstein
Sceneggiatura Giorgio Simonelli
Produttore S.A.S.P.
Distribuzione in italiano Anonima Pittaluga
Fotografia Ubaldo Arata
Montaggio Giorgio Simonelli
Musiche Richard Wagner
Scenografia Gastone Medin
Interpreti e personaggi

MELODRAMMA

 
Nino Marchetti
Melodramma è un film del 1934 diretto da Giorgio Simonelli che fu girato presso gli studi della Cines di Roma.
Il film è la versione italiana di quelle precedenti franco-tedesche, tratte dal romanzo Melò di Henri Bernstein.

La protagonista del film è Elsa Merlini nel ruolo di Gaby, moglie di un professore d'orchestra. Giunge in città per dare alcuni concerti un famoso violinista amico del marito ed è immediatamente preso d'amore per la donna che lo corrisponde a tal punto da decidersi di seguire il suo amante palesando la propria passione al marito. Ma questi si ammala gravemente e la consorte è costretta a tacere e restare, mentre il violinista segue il proprio giro artistico. Presso il capezzale del marito, la donna ha un incubo nel quale le sembra che l'infermo la invochi mentre essa, per seguire l'amante, gli versa nelle medicine il veleno. Destatasi dall'incubo la donna fugge terrorizzata per la campagna e precipita nel fiume.annegando.
Il film,. come detto è un rifacimento di un film girato nel 1932 dal regista Paul Czinner in doppia versione Franco-Tedesca su sceneggiatura dello stesso Czinner.
In francese il film si intitolerà "MELO", mentre in Tedesco "DER TRAUMENDE MUND".
Nel 1937 Ila versione inglese "DREAMING LIPS" errà distribuita in Italia col titolo "LABBRA SOGNANTI". La pellicola era diretta da Lee Garmes.

Filippo Sacchi critico cinematografico molto noto all'epoca, nelle pagine de Il Corriere della Sera del 16 novembre 1934 scrive, « Tratto dal famoso romanzo il film non offre che una modesta copia della situazione originale. Chi ha dato ad Elsa Merlini il cattivo consiglio di presentarsi in questa parte, che non ha cinematograficamente nessuna possibilità per lei».
Sul quotidiano "IL LAVORO" del 21 Ottobre 1934 invece Guglielmina Setti dice testualmente che "La casa editrice non ha lesinato in sfondi lustri, eleganti, in frak in bouquets - soltanto ha adoperato una macchina che da alla voce della Merlini dei toni spiacevoli. (...) In compenso l'operatore è stato assai gentile con la nostra attrice e ci ha dato di lei degli scorci molto carini".